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sabato 7 giugno 2014

Latta ed autarchia: viaggio nel passato

Basta trovare qualcosa di vecchio ed ecco che si apre immancabilmente una nuova finestra sul passato. E' successo anche questa volta, dato che mi sono sono imbattuta in questa  scatola di latta, sporca, usurata, ma piena di fascino.


Le scritte Caffeol e Moretto, ma soprattutto la grafica, la fanno risalire al 1930/1940.
Sono marchi storici della ditta Crastan, fondata nel 1870 come fabbrica di surrogati del caffè.
Crastan ancora oggi è leader del settore; è gestita dalla stessa famiglia e dispone, secondo quanto ho visto al supermercato, di una vasta gamma di prodotti alimentari: caffè solubile, preparati per cappuccino, preparati per bevande al cacao, tè solubile, ecc.
E' depositaria anche del vecchio marchio che ricordavo sulla credenza della nonna quando ero bambina.

Il Caffeol altro non era se non una miscela di Cicoria e Ceci tostati, mentre il Moretto era Melassa torrefatta che veniva usata per dare più colore al caffè.
Erano tempi di surrogati, sviluppati in condizioni di necessità, dato che era impossibile importare caffè a causa dell'interruzione delle vie commerciali.

Oggi almeno 40 marche di caffè e di orzo ci strizzano l'occhio dagli scaffali del supermercato, ma basta solo una scatola di latta malandata per tornare con la mente a quando la nonna mi preparava la merenda con l'Orzo Pupo.



giovedì 5 giugno 2014

PATITI O NOSTALGICI DI TEX WILLER? E' ARRIVATO IL VOSTRO MOMENTO







Tex Willer a Padova. Civitelli, Ticci, Tisselli”, mostra dedicata al fumetto che l’Assessorato alla Cultura di Padova propone alla città, grazie alla collaborazione di Filippo Piras di “Matita e China Art Gallery” e di Little Nemo Art Gallery.
Dal 28 maggio al 29 giugno 2014 è di scena Tex Willer, eroe senza tempo, che ha accompagnato la nostra infanzia, ma che continua ancora ad essere presente.
La mostra nasce da una vera e propria sinergia fra le illustrazioni pittoriche dell’aretino Fabio Civitelli, classe 1955, facente parte dello staff di Tex dal 1984; e il senese Giovanni Ticci (1940), uno degli interpreti storici della lunga saga di Tex. Ad arricchire il tutto ci sono le splendide ambientazioni western dipinte ad acquerello da Sergio Tisselli, bolognese nato nel 1957.
Possiamo vedere, esposte per la prima volta, circa 50 opere originali realizzate per gli art books “Il mio Tex”, “La ballata del West”, “La cavalcata del morto” e “Tex Willer- Il romanzo della mia vita” di Civitelli.
Le illustrazioni e gli acquerelli per “Tex l’avventura e i ricordi” di Ticci. Di Tisselli sono esposti, nella parete di sinistra rispetto all’ingresso, alcuni quadri di grande formato realizzati per il portfolio “Lampi sul West”.
Scopo della mostra è raccontare, attraverso opere in parte inedite, il mondo di Tex Willer e dei suoi soci. Perché il successo di questo fumetto, non è dovuto solo al personaggio del ranger, da sempre descritto come un uomo sui quarant’anni o forse più, alto e ben piantato, che in origine doveva somigliare a Gary Cooper, bensì a tutto il suo team.
Così come i suoi disegnatori, anche i compagni di Tex hanno fatto “gioco di squadra”.
Perché Tex è anche capo supremo di tutte le tribù Navajos con il nome di Aquila della Notte. Nelle sue avventure non è mai solo. I suoi compagni sono leggendari: Kit Carson, anch’esso ranger; Kit Willer, figlio di Tex e della squaw navajo Lilyth; e Tiger Jack, guerriero navajo e, particolare non da poco, suo fratello di sangue.
Senza dubbio è un lavoro corale, quello in mostra a Padova in Galleria Samonà, via Roma, in questi giorni, dove risulta difficile distinguere i tratti personali degli artisti. Lo stile vigoroso di Ticci ha contribuito a dare carattere e vitalità al personaggio di Tex Willer, e la sua sintesi grafica è andata a definire sempre più la caratterizzazione della fisionomia degli indiani, molto lontane dalle interpretazioni proposte da altri disegnatori.
Capolavori sono le sue visualizzazioni dei grandi spazi, dalle distese innevate del Nord ai deserti e ai canyons dell’assolato Sud Ovest. Civitelli ha abituato il lettore a tavole ricche di riferimenti, studiate e mai improvvisate.
Ambienti, armi, mezzi di trasporto e costumi sono sempre frutto di un’accurata ricerca storica. La linea chiara degli esordi è andata sapientemente ad arricchirsi di chiaroscuri. Nelle sue tavole le vere protagoniste sono la natura e la luce.
Un instancabile pennello che trae spunto dal suo amore per la fotografia. Tex ha una bellezza classica da eroe greco, con la luminosità del volto che non dà spazio a incertezze tra il bene e il male. Kit Carson, il suo alter ego, possiede un sorriso un po’ sornione alla Sean Connery.
La mostra di Tex Willer a Padova offre un’occasione per avvicinare il pubblico ai capolavori del fumetto italiano. E sabato prossimo (7 giugno) , a partire dalle 15,30, è attesa la presenza di tutti e tre gli artisti all’esposizione.

La Galleria è aperta tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 15 alle 19. L’ingresso è libero. La città attende sia gli amanti del fumetto che i semplici visitatori. Ne vale davvero la pena.